Provo
a esprimere il mio punto di vista, tenendo conto delle molte cose interessanti
lette negli scorsi giorni. La sesta edizione di IDEAG si e' confermata,
nel giudizio generale, quello che piu' o meno tutti si aspettavano:
una grande occasione di incontro per tutti quelli che sono interessati
alla creazione di giochi.
IDEAG
cresce ininterrottamente da sei edizioni, e quest'anno abbiamo superato
il limite delle 50 iscrizioni: sono ormai lontani i tempi del saloncino
COOP. La quota di iscrizione da allora e' rimasta sostanzialmente
invariata: 15 euro per un gioco, 18 x due, 20 per tre o piu'. Sempre
senza sponsorizzazioni, totalmente autofinanziandoci. Aumentando le
ambizioni e il numero di partecipanti sono cresciute anche le esigenze
e collateralmente le spese: promozione, allestimento, ospiti, affitto
locali...
C'e'
come la sensazione di aver raggiunto un limite e si sente, leggendo
gli interventi, la necessita' di una ulteriore evoluzione. La soluzione
ideale dovrebbe non limitare una possibile, ulteriore crescita e al
contempo promuovere lo spirito delle origini. Tra i problemi di crescita,
infatti, viene notata una certa difficolta' da parte dei neoiscritti
a relazionarsi con altri autori ed editori.
Autori
nuovi
A mio
avviso questo e' probabilmente imputabile da un lato a una scarsa informazione
da parte nostra, anche se in ogni comunicato viene sempre ribadito il
concetto di "gioca e fai giocare", forse non abbiamo fatto
abbastanza su questo aspetto. Dall'altro lato non si puo' non notare
come molti autori se ne stessero mani in tasca davanti al proprio tavolo
aspettando playtesters. Questo e' senz'altro il modo sbagliato di venire
a IDEAG, e rappresenta un'occasione persa. Se qualcuno agisce così
e si lamenta sul forum, non so che dirgli.
Se
io gioco il tuo gioco, tu poi giocherai al mio.
Questo
e' lo spirito di IDEAG. Che sottintende altre cose: io posso imparare
qualcosa anche giocando al tuo gioco, forse anche di piu' se sei un
autore bravo, di quanto possa crescere continuando a giocare al mio.
Quest'anno
per la prima volta c'e' stato un litigio per lo spazio ai tavoli, e
per me e' una cosa abbastanza grave. Forse e' anche colpa nostra, forse
che non siamo stati abbastanza bravi a comunicare le condizioni della
partecipazione: un tavolo piccolo o meta' di uno grosso da dividere
con un altro autore, facilitando la comunicazione. Lo spazio e' risicato
ma sufficiente, basta guardarsi attorno per vedere che spesso sono occupati
meno della meta' dei tavoli nelle sale, perche' finisce che ci si aggrega
naturalmente ad un tavolo solo lasciando gli altri vuoti (ma occupati).
Finito un gioco si ritira e se ne prende un altro.
Playtest
A IDEAG
si viene principalmente per due scopi: mostrare un gioco finito o completarne
uno in lavorazione. Queste due esigenze hanno esigenze e aspettative
molto differenti. I primi cercano il contatto con le agenzie e gli editori,
i secondi vogliono occasioni di confronto con playtesters e altri autori.
La nuova IDEAG dovrebbe poter accontentare entrambi.
Spesso
non e' necessario completare il gioco per trarne un'opinione, basta
fare qualche turno per percepirne punti di forza e debolezze. A volte
addirittura la spiegazione delle regole permette di farsi una opinione
fondata. Le cose cambiano nel caso di giochi impegnativi dove la sola
spiegazione porta via un sacco di tempo.
Una
volta mettevamo un tabellone dove via via venivano spuntati i
giochi che avevano ricevuto almeno due PT. Era un metodo semplice che
garantiva la necessaria attenzione a tutti, ma ora non sarebbe + proponibile.
C'e'
chi porta giochi palesemente incompleti e si affida allo scambio di
opinioni per riuscire ad avere indicazioni utili a completarlo,
e chi invece realizza il gioco finito pronto per l'editore. Questi ultimi
potrebbero registrarsi in modo differente, in modo da essere inseriti
in una lista da sottoporre agli editori.
Autori
esperti
Una
grossa risorsa in termini di esperienza viene dagli autori che hanno
pubbllicato e che anche quest'anno non si sono risparmiati. A molti
tavoli ho visto personalmente Bauza, Chiarvesio, Zizzi, Paolo, Matteo
e diversi altri giocare in giro. Che poi l'amicizia e interessi comuni
facciano in modo che talvolta ci si ritrovi tra pari livello a scambiare
quattro chiacchiere e' naturale che avvenga. L'idea dei tavoli misti
da 4 con 3 autori nuovi e uno esperto e' suggestiva, ma non a tutti
potrebbe andare a genio e sarebbe comunque limitata agli altri 3 compagni
di tavolo. Poi non so come e se si potrebbe mantenere questa organizzazione
nel corso delle due giornate.
Editori
& contatti
Avevamo
ipotizzato sul forum di presentare gli editori direttamente sul palco,
ma non e' stato fatto. Principalmente per timidezza mia e loro, e per
mancanza di voce (mia). Ma questo non significa che non fossero identificabili:
tutti avevano il badge azzurro bene in vista, appuntato dalla segreteria.
Erano facilmente identificabili anche chiedendo un po' in giro. Inoltre
se qualcuno aveva necessita' di contattarne uno non aveva che da venire
in segreteria e chiedere, come per qualunque altra necessita'.
IDEAG
puo' essere una opportunita' per mostrare il proprio gioco, ma ci sono
dei consigli che devono essere seguiti dagli autori per sfruttare al
meglio questa occasione. Occasione che andra' persa se il gioco non
e' finito e funzionante, o se il gioco non e' nel target dell'editore.
Nulla vieta di contattare l'editore nel pre IDEAG e prendere un appuntamento
con lui o inviandogli le regole (prassi comune in tutti i saloni) e
risparmiando tempo entrambi. Oppure descrivere il gioco nel forum apposito
e vedere cosa succede.
In
ogni caso ritengo che un po' di intraprendenza da parte degli autori
nell'attivarsi in questo senso non possa che far bene: a nessuna fiera
mi e' mai capitato di vedere gli organizzatori portare in braccio editori
al mio tavolo...
La
presenza degli editori a IDEAG e' ovviamente gradita e aggiunge un tocco
di professionalita' alla manifestazione, contribuendo a chiudere il
cerchio autore-playtest-edizione. Un editore che non viene a IDEAG perde
un'opportunita', punto. Noi iniziamo a distribuire le card di invito
da Essen/LuccaGames, ben due mesi prima, ed e' difficile dire "Non
lo sapevo". Non venire vuol anche dire snobbare la piu' grossa
manifestazione del genere e i suoi partecipanti, e fare un favore alla
concorrenza. Siamo pronti a recepire le eventuali richieste e osservazioni
da parte loro, in modo da favorirne la presenza.
Ludoteca
La
ludoteca credo sia sempre stata presente, sotto mentite spoglie, a tutte
le edizioni. Fin dalla prima, quando due appassionati vennero a trovarci
nel salone della COOP a giochi terminati, e nonostante tutto giocarono
ancora. Si chiamavano Tinuz e Paoletta e poi fondarono GiocaTorino.
:-)
La
ludoteca rappresenta il desiderio di coinvolgere il resto della citta'
nel nostro mondo. Rappresenta anche il tentativo dell'organizzatore
di fondare una base di appassionati locale in grado di portare avanti
nuove iziziative. L'ambiente e' circoscritto al foyer, ma poi la folla
straripa e si affaccia ai tavoli dei playtester. C'e' chi gradisce e
chi no; io resto perplesso ma probabilmente le cose cambieranno dalla
prossima edizione.
Teatro
si/no
Per
la sesta edizione si prospettava anche la possibilita' di poter usufruire
di uno spazio adeguato in termini di capienza e di prestigio, grazie
alla disponibilita' del teatro per l'intero weekend. Poi una serie di
contoversie (che non stiamo ad elencare) ci ha impedito di poter sfruttare
al meglio il locale, generando a loro volta ulteriori problemi che forse
il pubblico ha solo intuito; ma resta la grande soddisfazione di aver
visto il locale del teatro pieno almeno al sabato. Purtroppo, come accade
quando si raggiunge un nuovo obiettivo, qualunque passo indietro viene
vissuto con disagio, e quelle che fino all'anno scorso erano ottime
location ( a parte forse il pianterreno del Mulino, troppo buio) appaiono
come un ripiego.
Collaboratori
A tutti
quelli che hanno contribuito con il loro lavoro e con la loro presenza
va un grande grazie. Dietro ai meriti di facciata e ai saloni luccicanti
c'e' sempre un gran spostare di tavoli e sedie, quest'anno reso ancor
piu' gravoso dagli orari ristretti e degli imprevisti: senza di queste
persone semplicemente non sarebbe stato possibile fare IDEAG. Oltre
a Tinuz e Paoletta di GiocaTorino, semplicemente insostituibili, vorrei
rivolgere un saluto particolare a Alberto, Alex, Massimo. MagoG e Alessandro
che all'alba di sabato erano gia' in piedi a spostare tavoli. |
Written by mcuccia on 2010-01-27 11:34:27 in questo articolo c'è un quadro complessivo che (a me che non ho partecipato mancava), grazie di averlo scritto! intervengo solo sulla parte "Autori esperti" con una proposta: si potrebbe infilare in ideag qualche cosa come il Prototype review corner che c'è stato a lucca? Ovviamente ci deve essere la volontà da parte degli autori pubblicati/esperti di mettersi ad esaminare regolamenti e prototipi (eventualmente opportunamente filtrati prima della manifestazione). In qualche maniera anche gli autori chiamati in causa dovrebbero riconoscere l'utilità di confrontarsi con gli autori esordienti. si può fare? | Written by izraphael on 2010-02-11 15:26:23 Uhm, all'incirca è come funziona Giochi con l'Autore, anche se in modo meno "rigido" del Prototype Review Corner... Metodo che non è detto che sia meglio... diciamo che è in playtest! | Written by wallover on 2010-02-12 12:26:56 Io non credo sia il posto giusto. Proprio perche' si fa gia' a Lucca e Modena. A IDEAG nessuno si pone in una condizione di esaminare, ma si e' tutti sullo stesso piano. Quindi da un certo punto di vista e' una condizione che si da per scontata (intendo dire la disponibilita' a provare). |
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