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In tanti si sono affacciati ad IDG dicendo di avere inventato un "gioco di carte collezionabili" (o GCC, per gli amici). E la risposta è sempre stata: "lascia perdere", o "non lo pubblicherai mai". Eppure se questi giochi esistono, ed alcuni hanno persino successo, significa che per forza dietro c'è un autore. Oggi abbiamo la possibilità di avere tra uno di questi autori: Andrea Chiarvesio - qui ed altrove Tanis o Tanis70 - sta lavorando alacremente al GCC di Wizards of Mickey, un grosso progetto che vedrà la luce nella primavera del prossimo anno. Gli abbiamo rivolto alcune domande.
Prima di tutto, spiega in due parole o poco più "Wizards Of Mickey"
a chi non ne sa nulla.
Il mondo
di Wizards of Mickey è una saga fantasy pubblicata su Topolino. I classici
personaggi Disney, Topolino, Paperino e Pippo, per cominciare, ma anche
i bassotti, Gambadilegno, Amelia, Zio Paperone, Paperina, Minnie, ecc...
interpretati in una chiave allo stesso tempo fantastica e moderna, con
l'aggiunta di personaggi creati appositamente per la saga (maghi,
streghe, draghi ecc...). Da questo,
grazie ad un'idea dell'autore delle storie, Stefano Ambrosio, e
di Andrea Mazzolani di New Media, con la mia partecipazione, è nato
un gioco di carte collezionabili che vedrà la luce nel febbraio del
2008. Il gioco riprende
i meccanismi, le logiche e l'ambientazione della saga, mettendo in
campo squadre di maghi contrapposte che si sfidano nei castelli del
mondo di Wizards of Mickey (gli unici luoghi dove è legale sfidarsi)
mettendo in palio i Diamagic, frammenti della corona dello Stregone
Supremo.
Con un poco di ritardo - ma nella speranza di essere ancora in tempo - segnaliamo un appuntamento molto interessante per gli autori e giocatori della zona di Milano.. e non solo.
Per le date 7-8-9 dicembre 2007 L' Area Autoproduzione e' ospite de La Citta' del Gioco la ventennale ludoteca di Luigi Iorno, Via delle Forze Armate 103 Milano.
Coordina l' evento, l' ideatore dell' Area Autoproduzione Angelo Porazzi
a cui potete rivolgervi per ogni informazione
, e a cui lasciamo la descrizione dell'evento, che segue.
Gli autori che ho già contattato e di cui sarò il Coordinatore (che non vuol dire capo di nessuno ma dall' etimo "coordinare = mettere insieme, collegare insieme", o se preferite "Nume Tutelare" come Valtriani mi ha nominato sul suo sito;)) sono, per ora:
Abbiamo già dato notizia della vittoria di uno sconosciuto Taiwanese al concorso per il Miglior gioco inedito di Lucca Games. E si è pensato: perché sconosciuto? Se la distanza gli ha impedito di andare a ritirare il premio, forse non gli impedirà di rispondere a qualche nostra curiosa domanda.. Ed è così che - in quattro e quattr'otto - abbiamo cavato fuori l'intervista ad un autore rampante, Din Li Tsan. Questa intervista dovrebbe fare inoltre da antipasto ad una - ben più corposa - con gli organizzatori del premio per l'Inedito, che dovrebbe seguire nei prossimi giorni..
Ciao Din Li, e grazie per rispondere alle nostre piccole domande. Un
Taiwanese che vince un concorso di giochi italiano non capita tutti i
giorni... Ci puoi dire qualcosa di te? Cosa fai nella vita? Che tipo di
giochi sono i tuoi preferiti? Si gioca molto in Taiwan?
Pare che sia l'IDGino che abbia girato
più tempo per Lucca Games, visto che gli altri o erano assenti o hanno
fatto una toccata e fuga oppure erano impegnati a spiegare su un tavolo
i loro giochi autoprodotti o pubblicati Di conseguenza, anche a seguito del sollecito del nostro caro
webmaster, provo a fare un report della mia esperienza, per raccontare
la Lucca di quest'anno a chi non c'era.
E' Taiwanese il vincitore del premio Miglior Gioco Inedito di Lucca Games 2007. Il gioco vincitore è infatti "The age of exploration", di Tsan Din Li. In finale ha sconfitto "Globetrotters" dello svedese David Frojmark e soprattutto "Mani in alto" di Michela D'Addezio.
Il gioco vincitore verrà pubblicato - come da bando - da daVinci, in occasione della prossima edizione di Lucca Games.
Ora - fatto salvo che considerato il premio in palio (la pubblicazione appunto) l'apertura internazionale del concorso porterà certamente al miglioramento qualitativo dei finalisti e dei vincitori, e questa è indubbiamente cosa buona - vorrei fare questa domanda aperta: avrebbe senso un concorso per 'soli italiani'? Se sì perché? Se no, perchè?