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Author Topic: comfort zone  (Read 3438 times)

Massimiliano Cuccia

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comfort zone
« on: 04 July, 2012, 10.43 »

Daniel Solis, in un post nel suo blog BEYOND RACE FOR POINTS: MOVING OUT OF MY COMFORT ZONES IN GAME DESIGN, affronta un tema interessante e ricorrente: abbandonare il sistema tipico dei punti vittoria per trovare sistemi diversi per chiudere la partita e determinare il vincitore.
Molto spesso si trovano i punti vittoria nei giochi, anche Solis ne riconosce l'utilità e li utilizza al punto da definirli la sua "confort zone", una sorta di "ambiente sicuro" in cui muoversi. Però non sempre sono rappresentativi, per avvicinarli all'ambientazione spesso cambiano nome diventando ad esempio punti prestigio, ma restano spesso un po' "freddi" e questo viene percepito dai giocatori marcando il gioco in maniera negativa. Esistono alternative?
Sicuramente si e nei commenti al post troverete diversi esempi.

La cosa che però stimola in maniera particolare la mia curiosità è la comfort zone!
Non so, forse la tombola è la comfort zone di Paolo (Tombulonia e Vasco da Gama. A proposito, Paolo oggi compie gli anni, auguri!), magari le difficoltà verbali (non so come chiamarle, ma vedi Aargh!Tect e Hystericoach) rappresentano quella di Walter, le risorse potrebbero essere la comfort zone di Uwe Rosenberg (Agricola, Le Havre, Loyang e Ora et labora).


E voi ne avete una? c'è una caratteristica comune nei giochi che inventate? provate mai ad inventare giochi uscendo dalla vostra comfort zone? vi sentite ancora a vostro agio?
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CMT

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Re: comfort zone
« Reply #1 on: 04 July, 2012, 11.19 »

Be', a me tendenzialmente i punti vittoria non piacciono, e quando creo un gioco che li usa sono nella mia discomfort zone. Per il resto, forse la mia comfort zone sono i personaggi diversificati per i giocatori, che uso spesso e volentieri, ma riesco senza problemi a farne a meno, dipende dal tipo di gioco che ho in mente.
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Cérto

fantavir

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Re: comfort zone
« Reply #2 on: 04 July, 2012, 11.44 »

ah, per me sicuramente le "carte speciali" :)

PS per paolo e romendil: tzkz, tzkz, tzkz
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Una trasposizione scadente di una licenza in un gioco ha ottime possibilità di uccidere un potenziale nuovo giocatore, di stroncarne sul nascere l’entusiasmo e la volontà di scoprire se ci sono “altri giochi belli come questo” (A. Chiarvesio)

Veldriss

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Re: comfort zone
« Reply #3 on: 04 July, 2012, 13.43 »

Riguardo la mia confort zone direi proprio che sono le mappe, che siano piccole o grandi o giganti, storiche o fantasy, rimangono il mio punto di partenza per delineare l'ambientazione e le meccaniche principali.

Per quanto riguarda i punti vittoria, non li avevo mai usati... sono stato "costretto" ad inserirli nel mio MedioEvo Universalis per accorciare i tempi medi di una partita e/o poterla interrompere in qualsiasi momento avendo sempre un vincitore.
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giudigio

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Re: comfort zone
« Reply #4 on: 04 July, 2012, 18.14 »

Devo ammettere che nel mio caso non ho una confort zone unica per tutti i giochi
forse dipende dal fatto che prediligo come punto di partenza l'ambientazione,
per poi risalire alle meccaniche da utilizzare.
In ogni caso, nel mio ultimo gioco "Tap water" ho ricalcato il sistema dei punti vittoria 
considerandoli livello di gradimento nella scala di "Customer Satisfaction"
da parte degli utenti delle fonti idriche.
A proposito...auguri Paolo anche da parte mia.
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La vita è una cosa seria...per fortuna c'è il gioco! (A. Randolph)

FedericoLatini

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Re: comfort zone
« Reply #5 on: 04 July, 2012, 19.48 »

Innanzitutto sono contento di vedere che non sono l'unico a leggere solis e considerarlo un grande, nella mia zona di comfort c'è la durata breve e il giochino leggero, anche la scelta contemporanea delle azioni fa parte della mia zona di comfort.
Non sono ne un fan ne un detrattore dei punti vittoria, innegabile che in molti casi siano la via più semploce chiara per decidere il vincitore.
Auguri paolo e grazie per mandare avanti sta baracca!
Ciao
Fede
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Paolo

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Re: comfort zone
« Reply #6 on: 06 July, 2012, 13.21 »

Un grazie per gli auguri ot!

La mia comfort zone non è la tombola, ma i giochi che partono da meccaniche semplici, abbinate con temi storici, e quelli che chiamo "i poteri", ossia una serie di regolette che normalmente si mescolano tra di loro per creare varietà, sinergie, rigiocabilità. Quasi tutti i giochi che ho fatto hanno i "poteri": Ur, Pocket Battles, Olympicards, e anche i prossimi in uscita.

Bel thread, grazie Massimiliano.
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"E' grazie a questi sodi principii che di continuo riesco a regalarmi alla fantasia invisibili pagine meravigliose che scritte sarebbero sciupate."

Caio

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Re: comfort zone
« Reply #7 on: 06 July, 2012, 20.50 »

beh parlo da inesperto .. ma la mia confort zone è la metologia e la disciplina che doì al gioco che creero' ! mi do' delle regole che poi rispetto altrimenti sarei veramente perso..
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Nestore

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Re: comfort zone
« Reply #8 on: 08 July, 2012, 4.13 »

a mio parere non e' tanto un'esigenza del creatore, ma un'esigenza della media dei giocatori, un'esigenza di "mercato"... soddisfare il maggior numero di giocatori possibili, quelli che le partite le vincono e quelli che le partite le perdono... ma che si trovano a "pochi" punti dal vincitore.
Insomma il sistema dei punti vittoria funziona perche' e' bello : guadagnare punti, e' una cosa che soddisfa anche chi non vince perche' comunque nella sua visione dei fatti: "ha guadagnato punti VITTORIA".
c'e' da dire che realmente i punti vittoria guadagnati da un giocatore che ha perso potrebbero essere considerati punti sconfitta, e per questo il sistema dei percorsi di ticket to ride mi soddisfa tantissimo! fai una scommessa con te stesso.
penso che in fin dei conti un gioco non sia per niente un insieme di regole ma un modo per sfidare un avversario (compresi se stessi). in tutto questo la meccanica dell'avanzamento progressivo su una scala di punteggio sia piu' che altro la necessita' di soddisfare la media dei giocatori, piu' che di valorizzare il gioco in se con il suo insieme di regole.
un gioco bello potrebbe anche chiudersi al turno X=Y semplicemente portando a compimento la condizione Y ma questo implicherebbe due condizioni senza scampo. vittorioso o perdente. i giochi con una scala di punti invece permettono una "scala" di successo. una sorta di modo democratico per suddividere il divertimento : D  e non penso neanche che questo sia sbagliato. 
« Last Edit: 08 July, 2012, 4.21 by icata »
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In UNO Extreme! compare uno smazzatore automatico a pile che sostituisce il mazzo pesca. All'atto di pescare quindi il giocatore attiva lo smazzatore, il quale può rilasciare un numero casuale di carte che va da 0 a 8.

Roberto

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Re: comfort zone
« Reply #9 on: 11 July, 2012, 0.15 »

beh,
io penso di trovare la mia confort zone nei giochi di combattimenti tattici.... quindi, in genere, no P.V. Ultimamente (ultimo anno e mezzo) però ho provato, per motivi puramente di mercato, a impegnarmi sul genere gestionale con P.V. e,  a  detta di altri, pare che sia la mia migliore creatura e quella con più speranze..... mah  sperem sperem sperem.....
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" Mai giudicare lo sforzo dal risultato soprattutto se il buco e' piccolo"

Nero79

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Re: comfort zone
« Reply #10 on: 11 July, 2012, 9.26 »

La mia comfort zone sembra essere il (forse desueto) pick up and delivery, ma sto cercando di provare un po' di tutto per capire come funzionano la maggior parte delle meccaniche. Difficilissimi da fare secondo me sono gli ormai tantissimi giochi di deck building e i giochi di interazione tra carte (che quest'anno vanno tantissimo), forse perché serve più playtesting di quanto possa permettermi da queste parti...