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  • #12190
    Favar
    Ospite

    Secondo me, fintanto che avremo poco tempo a disposizione (2 giorni e per chi come me arriva da lontano sono circa 1,5) e saremo così tanti (continuiamo a crescere di anno in anno) e ci saranno pochissimi playtesters (non autori quindi), i problemi resteranno.

    Ci sarà sempre qualche insoddisfatto (e comunque mi sembra che quest’anno sia stata la prima volta), ci saranno sempre giochi meno provati e autori delusi.

    Ammetto di essere il primo tra gli accusati (almeno così immagino). Non ho avuto quest’anno molto tempo per gli altri (situazione aggravata anche dai problemi di ristorazione e da un sabato assai limitato – siamo arrivati all’ora di pranzo!).

    Faccio mea culpa e spero l’anno prossimo di essere più disponibile… però, ripeto, se continueremo a crescere in questo modo, i problemi andranno solo peggiorando.

    #12231
    Favar
    Partecipante

    Nessuno commenta questa mia ultima dichiarazione? Mi aspettavo risposte con “coltello tra i denti”

    #12234
    wallover
    Partecipante

    Favar wrote:

    …se continueremo a crescere in questo modo, i problemi andranno solo peggiorando.

    Faccio finta di cadere nella provocazione :-)
    Non sono d’accordo e metto giu’ tre punti a supporto:

    1) Per fare un playtest spesso non e’ necessario fare una partita intera.
    Tra autori esperti e giocatori bravi, se ci sono problemi, questi saltano fuori dopo pochi turni. E a quel punto il resto della partita poco conta. Partite complete si possono anche fare a casa, ma l’apporto dei gamers a casa non c’e’ e per me e’ meglio fare 3 abbozzi di partite che una lunga. E sul piano dell’esperienza individuale, preferisco provare 4 giochi diversi che 4 volte il mio. Infatti…

    2) Provare lo stesso gioco 4-5 volte non serve.
    Per i motivi di cui sopra, dopo 2 max 3 test se ci sono dei difetti questi saranno gia’ stati individuati. A Piossasco ho sentito di giochi provati addirittura 7 volte, il che e’ assurdo se si pensa al tempo sottratto agli altri giochi e all’inutilita’ di un simile spreco di tempo. Inoltre cio’ va contro le regole di IDEAG, che se rispettate permetterebbero a tutti di avere un piu’ che sufficiente feedback sui propri progetti. Feedback che sara’ piu’ attendibile senza l’autore presente, perche’…

    3) L’autore non ci deve essere.
    Spesso e’ meglio restare fuori dalla partita, in modo da avere una visione piu’ distaccata di cosa succede; estremizzando il concetto l’autore potrebbe addirittura fare altro mente gli altri giocano al suo gioco (se provochi tu lo faccio anch’io :-) e tornare solo a playtest finito per ricevere i pareri dei giocatori. Questo non si puo’ fare sempre ok, ma e’ una buona prova da far affrontare al proprio gioco.

    Quindi con tempi piu’ brevi e autori non morbosamente attaccati alle loro creature sarebbe possibile affrontare qualunque numero di iscritti, tanto questi ultimi si coaguleranno sempre in coppie o gruppetti che in max un’ora torneranno liberi per altre prove.

    Post edited by: wallover, at: 2010/01/29 14:10

    Walter Obert

    #12237
    Favar
    Partecipante

    Figurati.. Nessuna provocazione, sul serio..

    Secondo me, IDeAG sta diventando (se non lo è già) un evento di portata europea ormai irrinunciabile. E dico europea non a caso.. Sono presenti sia editori italiani (che comunque pubblicano anche all’estero) che editori stranieri.. Sono presenti autori stranieri e autori italiani che pubblicano anche all’estero… Quindi…

    Ripeto, ammetto che quest’anno il mio contributo è stato assai ridotto però ripeto che il numero di autori sta crescendo molto più velocemente del numero di playtester… Sono d’accordo che il sistema “io provo il tuo, poi tu provi il mio” sia funzionale… ma fino a che punto?

    Capisco gli obiettivi, ma ludoteca toglie spazio e giocatori.. Capisco di più gli “stand”… Lo sappiamo, organizzare costa…

    L’anno prossimo se riesco, non porterò neppure un prototipo e cercherò di dare il mio piccolissimo contributo a tutti gli altri… Ma, se non organizziamo bene la cosa, i problemi resteranno…

    #12253
    Linx
    Partecipante

    Plausi al tuo “coraggio” e presa di responsabilità, Favar. Ma non pensare mi riferissi particolarmente a te. In effetti la mia è una “sensazione” senza prove. Come si fa a provare una cosa del genere?
    Sò che io stesso faccio fatica a non farmi cogliere da egoismo (un paio di playtest li ho negati pure io , quest’anno, e mi sono sentito una merda).
    Gradirei non dover oscillare fra la sensazione di essere una merda e quella di essere un pirla per tutta la manifestazione. Ma mi pare di capire che ciò non è possibile.
    E concordo sul fatto che si può solo peggiorare.

    wallover wrote:

    1) Per fare un playtest spesso non e’ necessario fare una partita intera.
    Tra autori esperti e giocatori bravi, se ci sono problemi, questi saltano fuori dopo pochi turni.

    I problemi che saltano fuori dopo pochi turni i giocatori esperti se li sono già corretti PRIMA di Piossasco in genere. E i primi giri spesso servono solo per capire come il gioco andrebbe giocato. Pure fra esperti. Le partite a giochi “non abbozzati” o “ingenui” VANNO giocate fino in fondo.

    E questo peggiora il divario fra gli autori “esperti” che saranno impegnati al proprio gioco per intere partite e gli “inesperti” a cui concedi qualche turno.

    wallover wrote:

    2) Provare lo stesso gioco 4-5 volte non serve.
    Per i motivi di cui sopra, dopo 2 max 3 test se ci sono dei difetti questi saranno gia’ stati individuati. A Piossasco ho sentito di giochi provati addirittura 7 volte, il che e’ assurdo se si pensa al tempo sottratto agli altri giochi e all’inutilita’ di un simile spreco di tempo. Inoltre cio’ va contro le regole di IDEAG, che se rispettate permetterebbero a tutti di avere un piu’ che sufficiente feedback sui propri progetti. Feedback che sara’ piu’ attendibile senza l’autore presente, perche’…

    Provare il gioco più volte serve eccome. Ogni autore è affamato di playtest, che non sono mai abbastanza. E Piossasco è goloso proprio per questo.
    E non raccontarmi che puoi anche fare altro mentre giocano. A te serve vedere COME gli altri giocano, perchè capisci come certi meccanismi vengano o meno assimilati e utilizzati.
    I giocatori spesso possono comunicarti solo delle sensazioni: sei tu che vedi cosa nella partita non ha funzionato.
    Un autore che mi chiede un playtest e abbandona il tavolo (magari abbandonandomi come è successo a spiegare agli altri giocatori delle regole che io ho intuito e gli altri giocatori no) è veramente scortese. O almeno io l’ho presa come una scortesia.

    Grazie per essere venuto sui forum a discuterne, Wall :)

    Dove stiamo andando?
    Non lo so... ma ci arriveremo molto velocemente.

    (da Flushed Away)

    #12254
    Izraphael
    Partecipante

    Per alcuni giochi però si può studiare una versione light.
    Per dire, dei tre che avevo a Piossasco sia per Al-Ryiad che per il gioco di miniature facevo giocare una versione “short”, in cui c’era modo di provare le meccaniche.
    Certo, non viene testata “a dovere” la strategia a lungo termine che si andrebbe a definire in una partita “vera”, ma per quello ci sono i test che uno fa autonomamente con gente avvezza (difficilmente sono cose che uno “imparerebbe” a fare alla prima partita).
    Ci sono anche casi (il mio gestionale, che infatti ho fatto provare una volta sola) in cui lo sviluppo della partita è “crescente” e senza giocare tutto il match molte opzioni perdono di senso.
    Sta anche all’autore fare in modo che provare i suoi giochi sia il più funzionale possibile… Dovrebbe anche essere “normale” interrompere una partita se escono bachi che la rovinano, o se chi sta testando sta cercando di suicidarsi per la noia (mi è successo l’anno scorso) o se chi sta testando ha comunque perso interesse per qualsiasi motivo.

    Nota a margine: stiamo studiando una formula per l’interazione autori esperti\autori emergenti per Giochi con l’Autore che proveremo a Play (diciamo che sarà… in playtest!)… Se funziona, potrebbe essere implementata – almeno in parte – per IDEAG. Stay tuned :)

    Marco Valtriani
    Red Glove Edizioni & Distribuzioni
    Lead Designer
    --
    Board Game Designers Italia

    #12270
    wallover
    Partecipante

    > Favar
    Non ho pensato nemmeno un attimo che provocassi, figurati… :-) Provocazione nel senso buono, ovvero estremizzare argomenti in modo da attizzare una reazione che puo’ portare a delle soluzioni… Non ho “il coltello tra i denti” ma solo le mie proposte, che nascono anche dal contributo di tutti e quindi vi ringrazio.
    Il fatto e’ che aumentano gli iscritti, aumentano le aspettative, e non vedo altre soluzioni se non fare un forte richiamo ad una sorta di responsabilita’ individuale che equilibri la disponibilita’ con l’esigenza personale.

    > Linx
    Quindi non si tratta di essere “merde” o “pirla” (sei forte!) ma semplicemente equilibrare un po’ i due aspetti. Se porti un giocone che si sviluppa su due ore concordo che difficilmente ne otterrai indicazioni utili senza una partita completa. A questo punto ti puoi rassegnare a organizzarti per ottimizzare il tuo soggiorno in modo da farne 2-3 (6-7 ore e lasciare spazio per altre cose (commenti, ipotesi, ma anche disponibilita’ per gli altri).

    >Iz
    Oppure a “smantellarne” una parte, come dice Iz, e fare PT su di essa. Implica una certa analisi ma e’ una cosa fattibile, certo. Io mi candido per Modena a playtestare la formula!

    Purtroppo non vedo grandi soluzioni per ovviare al problema dei playtest. L’organizzazione ha gia’ il suo daffare a far filare tutto liscio (per tacere dei problemi di quest’anno) e non puo’ farsi carico di supervisionare il flusso delle partite o gestire la composizione dei tavoli. Forse sarebbe anche fare un torto all’intelligenza degli iscritti.

    E poi a ben guardare non ho trovato nei post una grande quantita’ di lamentele di gente che non e’ riuscita a provare il proprio gioco, soprattutto se confrontata con la grande quantita’ di giochi presenti. E se fossero stati applicati appena in parte allcuni dei suggerimenti di queste pagine probabilmente sarebbe andata meglio.

    Infine, forse le aspettative che si riservano al weekend piossaschese sono troppo elevate. I PT non bastano mai, e se ne vorrebbe sempre uno in piu’; IDEAG non puo’ essere la meta in cui ogni prototipo puo’ diventare il gioco realizzato e finito dopo appena qualche partita. E’ normale che alla fine dell’esperienza si rimanga con un senso di frustrazione.

    Walter Obert

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