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La prima Norimberga non si scorda mai – David Spada

11 Febbraio, 2020 3:27 pm Pubblicato da Lascia il tuo commento

La mia esperienza inizia prima di arrivare a Norimberga. La decisione di partire non è stata immediata, avevo infatti avuto informazioni da due amici che Norimberga fosse: si una buona fiera, ma alla quale tantissimi editori non vanno e quindi sarebbe stato più intelligente andare ad Essen, anche per capire un po’ di piú l’ambiente -gamers- europeo.

A fine novembre trovo però un volo per la spielwarenmesse da 24€ totali e decido di non farmelo scappare, pur essendo a Bergamo la partenza. Fortuna vuole che mio padre sia particolarmente in vena e mi proponga di portarmi lui fino ad Orio al serio da Cesena e venirmi a prendere al ritorno.

Inizio quindi a prendere appuntamenti, e tra quelli che non mi rispondono e quelli che mi rispondono chiamandomi con nomi diversi/non capiscono il gioco(2, ma dicono che il problema, se uno non capisce, sia di chi spiega, quindi faccio mea culpa) rimangono una decina di appuntamenti, spalmati su due giorni, con una pausa tra l’uno e l’altro di almeno mezz’ora per eventuali spostamenti o ritardi.

L’ostello di Norimberga non è male a livello di pulizia se si passa lo scoglio delle scale all’entrata con un odore forte di amuchina. Consiglio comunque l’esperienza, seppur non per la fiera, in quanto ho conosciuto sí tante persone interessanti e con competenze diversificate MA non si può dormire 4 ore per notte quando devi fare dei pitch(musica ad alto volume).

Pochi giorni prima della fiera mi arrivano altre conferme che portano i miei appuntamenti totali a 16, facendo un po di tetris.

Porto due giochi per bambini, uno di memoria ‘peso’, un set collection atipico che mi porto dietro da qualche anno per dargli il colpo di grazia, un gioco per due che era arrivato ad un passo dalla produzione e un family con alta interazione che è stato sistemato dopo ideaG parma.

I risultati della fiera sono incoraggianti; i commenti piú entusiasti li ho avuti da editori tedeschi , ma anche in Francia non sono andato male. Ho poi lasciato tre prototipi ad un editore koreano che mi ha dato il feedback forse migliore della fiera, stravolgendo un’idea per un gioco e rendendolo più fruibile. Il bilancio totale è 10 prototipi lasciati in visione, e due figuracce dettate dal fatto di non aver studiato a sufficienza i cataloghi .

Ho poi preparato un vademecum del pitch personale ma che mi sento di condividere:

  1. preparatevi una struttura di pitch. A me ha aiutato molto farmi una scaletta. Esattamente come quando fate.i dimostratori in associazione o in fiera.
  2. Non presentate tutto a tutti ma fate sellsheet se siete in dubbio su cosa fare vedere ad un editore.
  3. come dice il buon Mario Cortese studiatevi i cataloghi !
  4. con gli editori che vengono da molto lontano siate ‘ancora piú’ umili
  5. iniziate sempre con il presentarvi, dire che genere di giochi avete e fate capire da subito che sapete parlare inglese fluentemente e (magari) fate apprezzamenti se vi è piaciuto un titolo della linea. Allineatevi poi alla comprensione che il vostro interlocutore ha dell’inglese.
  6. Ogni volta che finite un incontro riponete bene tutti i giochi nelle scatole/bustine/raccoglitori. Non avrete tempo per farlo ad inizio del prossimo appuntamento.
  7. siate onesti e chiari . Se avete giochi in visione da altri ditelo(non c è bisogno di dire da chi), e specificate se l editore in questione non è la vostra prima scelta, prima che vi abbia detto di volere una copia(o addirittura prima che vi abbia offerto la pubblicazione). Ci si può mettere d accordo diversamente e senza fare gaffe .
  8. non impantanatevi se non trovate un componente.
  9. preparatevi più copie dello stesso gioco se riuscite a farle stare nello zaino/borsa . Spedire costa(13€ in europa) in media
  10. date le copie singole o di demo solo a fine fiera. (E fatele pagare la metà xD) altrimenti spedite. Fate sempre un check generale delle copie demo per verificare i componenti.
  11. tenete sempre un margine di tempo tra un appuntamento ed un altro
  12. prendete più appuntamenti che potete prima della fiera, ma non aspettate l ultimo momento a mandare le email. In prossimità della fiera non vi risponderà nessuno. Non è impossibile fissare appuntamenti in fiera ma è imo molto più professionale averli prima(e vi da un idea approssimativa su quanti prototipi per tipo portare)
  13. ma andrebbe messo come 1. Accettate sempre le critiche , anche se le trovate non costruttive. Gli editori non sono ad ideaG con voi. Loro devono valutare un gioco per la loro casa editrice e non per renderlo pubblicabile. Che ci porta al
  14. Portate solo cose che ritenete pubblicabili.
  15. Voi non siete necessariamente il target di riferimento dei vostri giochi.
  16. I biglietti da visita sono piuttosto richiesti e utili

Ndr.
Non tutti questi errori sono stati fatti ma fortunatamente alcuni sono stati evitati da chi scrive

Le aziende che ho incontrato sono state: helvetiq, haba, Queen, huch, mandoo, korea boardgames, Loki e iello, abacus spiele, granna games, planB, drawLab, creative from india, Blue Orange, gameBrewer. Ho poi avuto un incontro informale con un proprietario di un azienda di giocattoli tunisino che dormiva nella mia stessa stanza in ostello.

In conclusione sono d’ accordo che la fiera non sia il massimo in quanto a quantità di editori. Tutte le aziende che fanno giochi da tavolo si trovano infatti in 2 padiglioni su 13 e non vi è per ogni editore la presenza di una persona adibita ai pitch.

Resta il fatto che questo permette di avere tempi un po’ più larghi e meno calca, se il vostro solo intento è quello di presentare giochi e non giocare(Essen).

Spero questo mio report vi possa aiutare in futuro 🙂