Rispondi a: Convivio IDG 2009 – Come è andata

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#10553
Linx
Partecipante

Comincio ringraziando calorosamente tutti coloro che si sono prodigati in più momenti per far divertire i miei figli, soprattutto Moemi, che sarà così contenta di tornare a torturarv… ad allietarvi anche i prossimi anni 😆

La presenza poi di molti nuclei familiari ha accentuato ancora di più l’aspetto conviviale del ritrovo, differenziandolo ancora più pesantemente da Piossasco. Se a Piossasco c’è un’atmosfera da caccia al giocatore e attaccamento al proprio tavolo (a parte Paolo che invece subisce solitamente un affogamento da eccesso di playtester e incatenamento al suo tavolo) a Berceto si è vissuta un’atmosfera opposta: è capitato più volte di vedere giocatori che si guardassero in faccia chiedendosi muti “..e adesso che si prova?” e andassero pure a cercarsi regole di giochi abbandonati dagli autori.

Riflettevo che non riesco a capire se i miei standard di giudizio si sono abbassati o se la qualità dei giochi che ho provato era mediamente alta rispetto ai titoli sul mercato… (oppure Paolo ha comprato troppo vino, come taluni sostengono)
Sta di fatto che nonostante la mia insofferenza per i titoli sull’astratto andante mi è piaciuto praticamente tutto:

partendo dall’astratto di Yuri che MAI avrei voluto provare sul posto e che invece mi ha incollato al tavolo a seguire una partita altrui. Bell’adattamento, come gli ho già detto

proseguendo col gioco sul consiglio dei quattro di MagoSimone che, nonostante troppo astratto, dal punteggio non stimabile fino alla conclusione e indubbiamente ampiamente da ritoccare anche pesantemente (per i miei gusti), ha stimolato la mia mente invece che annoiarla: segno che ha quella diversità che vale la pena di condire in modo giusto e portare avanti

il The Kage di Roberto, all’opposto, non ha nulla di veramente rivoluzionario ma mi dà l’idea di essere veramente ben implementato (certo le carte scritte a penna e evidenziatore non potevano stupire e stimolare i giocatori ma…) e mi sono divertito molto a giocarlo mettendone in luce l’unico vero neo del gioco multigiocatore: perchè picchiare gli altri se basta scappare e aspettare che si ammazzino di botte a vicenda? Basta un incentivo al picchiaggio e il gioco è a posto (personalizzazioni dei personaggi per editori american style a parte che sono sempre apprezzabili dal sottoscritto, meno da altri).
Ho portato per un bel pezzo con me la tua grandiosa risata da Babbo Natale che scalda il cuore :)

di Vasco de Gama di Marian… ah no, di Paolo, sinceramente, eviterei di parlarne perchè mi pare se ne sia già parlato fin troppo. Aspetto paziente di poter comprare la mia copia dopo Essen, sperando non ritardi oltre per il bene di tutti

ho poi fatto un bel test dalle regole del gioco di Karl dove bisognava guadagnare punti paura infestando edifici (ispirato a Monster & Co vagamente, mi pare di aver capito). I disegni delle carte erano stupendi ma la conformazione lasciava presagire un leggero astratto con le carte che normalmente non apprezzo. Invece il gioco aveva una profondità notevole… pure troppo per il target che sembra cercare in effetti. Mi è piaciuto (sarà perchè ho stravinto), anche se mi è sembrato avesse problemi a mantenere il divertimento per l’intera durata della partita (senza carte in mano potresti pure farti un the coi pasticcini aspettando di recuperarle) insieme a risolvibili problemi di bilanciamento. Mi scuso ancora di non aver dato modo di riprovarli sul campo con l’autore presente. Laura non stava bene e abbiamo dovuto affrettare la partenza.

fra tutti questi quello che funzionava peggio era proprio il mio Build’n Burn, anche se l’avevo previsto: era un primo test per decidere la direzione da prendere. Il secondo test il giorno dopo, rivoluzionato in gran parte, ha funzionato in un modo che mi ha soddisfatto. Avrà un futuro… credo…
Spero solo non aver lasciato un brutto ricordo a chi ha provato la prima versione esagerata nei contenuti… :(

sono rimasto piacevolmente stupito di aver potuto provare Shadows in the fog (la cui lunghezza americana normalmente spaventa e tiene a distanza ogni autore/tester) addirittura con 6 giocatori (me escluso!) che NON ho dovuto convincere a sedersi al tavolo. Una prova a sei è per me una rarità: sono infatti riuscito a portare alla luce la sua talvolta pessima scalabilità su quel numero (coi miei amici non era mai venuta alla luce per fattori caratteriali dei partecipanti). Ringrazio i partecipanti per i consigli (che verranno in gran parte applicati, in effetti) che sono importanti quanto tutte le risate e l’entusiasmo sentito in partita. Io mi sono divertito anche solo a guardare :)
Mi scuso con Michele e col suo Psionico emarginato da tutti tranne che dal mostro che è riuscito a centrarlo con un masso pure se si è nascosto in ultima fila…

il gioco di carte delle olimpiadi (TM) di Paolo è semplice, divertente e funzionale con poche modifiche sull’ordine di gioco e mi pare abbia convinto tutti della bontà della sua esistenza. Unico difetto: il giro di whisky prima della partita potrebbe aver influito sulla lucidità dei giudizi.

Ho tenuto in fondo il gioco senza nome di Zucchini portato dai Cogito con isole da conquistare, merci da far viaggiare, tasselli a iosa da prendere e collocare, stando attenti alla moralità della propria fazione pena l’infer… iorità di gioco che comporta la perdita della partita nonostante i punti fatti.
L’ho tenuto in fondo perchè mi è piaciuto veramente molto. Vario nelle strategie e semplice nelle meccaniche. Mi scioccava vedere i coautori così proccupati per minuzie di bilanciamento del gioco dove io sinceramente non ne vedevo la necessità. Non mi sono mai interessato ai giochi di Zucchini (troppo astratto), ma di questo… prenoto una copia. Complimenti.

Spero non aver dimenticato nessuno

Dove stiamo andando?
Non lo so... ma ci arriveremo molto velocemente.

(da Flushed Away)