Rispondi a: Bilanciare la vita dei ‘mostri’ in rapporto agli effetti

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#24960
Roberto
Partecipante

Buondì, il paragone con gli scacchi ci può stare un po': i pezzi sono diversi e non forti uguali ma a decretarne l'equipollenza è la posizione di setup, il numero di pezzi di quel tipo in campo e la loro importanza alla fine della vittoria (il re si muove poco ma se muore hai perso) quindi non è vero che se tutti i pezzimostricarte sono equipollenti il gioco è piatto. Ci saranno altri parametri che ne decreteranno l'equipollenza considerando il gioco in tutto il suo insieme. (p.e.I numerosi pedoni possono, in determinate condizioni, trasformarsi)
Per esempio anche i picchiaduro sono interessanti perchè il principio base è che tutti i personaggi siano diversi ma equipollenti come forza, di certo non sono piatti.
in pratica ogni pezzo o carta ha diversi parametri di cui alcuni indiretti, sta all'autore del gioco attribuire un “peso” numerico ai vari parametri, farne la somma e ottenere più o meno lo stesso peso complessivo. I playtest permetton di comprenderee verificare, tra le varie cose, se sono corretti i pesi attribuiti ai vari parametri oppure se esistono dei parametri che non sono stati considerati.
Un giocatore dovrebbe avere le stesse chance degli avversari di vincere o perdere, in questo sta uno dei principi base nel costruire un buon gioco e da questo si evince che è necessario bilanciare le diverse componenti del gioco, non a caso spesso nei difetti di un gioco si illustrano gli sbilanciamenti del gioco.

Anche l'utilizzo dei dadi richiede un preciso bilanciamento che si basa sul calcolo delle probabilità.

ciao ciao

" Mai giudicare lo sforzo dal risultato soprattutto se il buco e' piccolo"