meccaniche

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  • #194
    mesaverde
    Partecipante

    ho notato che ultimamente siamo molto presenti sul sito ma non decollano argomenti ( sono il primo a fare autocritica ) allora mi sto inventando questo argomento
    quando mi viene in mente una meccanica ” nuova ” per un gioco il primo dubbio è esisterà già?
    come posso ovviare alla mia ” ignoranza ” ? io credo di conoscere pochi giochi rispetto alla maggioranza di voi :(
    nello stesso tempo molti giochi hanno meccaniche simili ma poi gioabilità totalmente differenti , attendo commenti

    Paolo é difficile impostare una chat o qualcosa di simile

    Mesa

    Luca/mesa

    #5470
    Rincewind
    Partecipante

    mesaverde wrote:

    ho notato che ultimamente siamo molto presenti sul sito ma…

    Stamattina 60 guest, se si inscrivessero tutti….

    quando mi viene in mente una meccanica ” nuova ” per un gioco il primo dubbio è esisterà già?

    Secondo me la risposta a questa domanda è quasi sempre si. Basta dare un occhio a boardgamegeek, quanti giochi ci sono difficilmente una meccanica risulterà nuova o almeno totalmente nuova.
    Credo comunque che questo non sia un problema. Applicare una meccanica ad un proprio gioco rende comunque l’ insieme abbastanza originale.

    come posso ovviare alla mia ” ignoranza ” ? io credo di conoscere pochi giochi rispetto alla maggioranza di voi :(

    Io mi leggo le istruzioni degli altri giochi. Però il meglio secondo me è provarli, ovviamente non è possibile provare tutti i giochi, in media provo un nuovo gioco a settimana insieme ai ragazzi della città del gioco il giovedì sera e devo dire che questo mi permette di avere una visione del gioco più ampia e di essere meno chiuso a dei preconcetti che ho.

    #5471
    PaoLo
    Partecipante

    Grazie Mesaverde, hai avuto un bel pensiero… :)

    La mia risposta semplice per il tuo dubbio (“questa meccanica esisterà già?”) è: sì, esisterà già, ma chi se ne frega! Anzi, io mi scopro facilissimamente malleabile dai giochi appena giocati, e spesso le mie idee successive sono dei più o meno consapevoli taglia e incolla di meccaniche prese da altri giochi. Credo però che anche dietro a molti giochi già conosciuti ci sia lo stesso tipo di ‘derivazione’… Che forse è dovuto al fatto che esistono delle meccaniche di base, degli atomi della meccanica ludica, che devono essere semplicemente messe in ordine e composte in maniere sempre differenti. La sfida spesso è quella di sposare bene meccaniche differenti ed in parte già note, piuttosto che sforzarsi di crearne di nuove. La qualità del risultato è dato allora dall’omogeneità e dall’originalità con cui elementi già esistenti vengono fusi tra loro…

    Non so se è chiaro… :dry:

    "E' grazie a questi sodi principii che di continuo riesco a regalarmi alla fantasia invisibili pagine meravigliose che scritte sarebbero sciupate."
    #5472
    Chilavert
    Partecipante

    Beh, più che una questione di meccaniche, a me quando viene un’idea di un gioco, beh, diciamo che mi viene proprio perché non ho la possibilità di giocare a nulla di simile, non per questioni finanziarie o altro… proprio perché non c’è… m’immagino il gioco e da lì le meccaniche nascono in automatico… oltre il già citato e ricitato Fight, ho in mente altri 2/3 giochi che vorrei sviluppare, e si tratta sempre di meccaniche originali se non inedite… almeno nella mia testa… :)

    #5475
    mesaverde
    Partecipante

    grazie ragazzi
    tutti ottimi suggerimenti
    allora altra domanda,
    io credo che un buon gioco debba miscelare una buona dose di agon ( l’agonismo che nei giochi da tavola e ben rappresentato dalla interazione tra i giocatori ) di alea ( un po di fortuna non guasta, ma per alea intendo anche la stategia in fondo usarne una invece che un’altra potrebbe essere parte della fortuna più che dell’abilità ) e di mimesis ( come é vestito il gioco ,la sua teatralità e la capacità di immedesimarsi nel mondo che il gioco racconta ).e infine di vertigo ( quanto il gioco mi emoziona e mi da adrenalina seppur mentale )
    cosa ne pensate, che percentuali dareste al gioco perfetto alle 4 componenti ?
    avete altre caratteristiche da suggerire ?

    Mesa

    Luca/mesa

    #5476
    mesaverde
    Partecipante

    Rincewind wrote:

    Io mi leggo le istruzioni degli altri giochi. Però il meglio secondo me è provarli, ovviamente non è possibile provare tutti i giochi, in media provo un nuovo gioco a settimana insieme ai ragazzi della città del gioco il giovedì sera e devo dire che questo mi permette di avere una visione del gioco più ampia e di essere meno chiuso a dei preconcetti che ho.

    esiste un sito dove scaricare le istruzioni dei giochi ? (eventualmente anche in inglese )

    mesa

    Luca/mesa

    #5477
    Chilavert
    Partecipante

    >>> io credo che un buon gioco debba miscelare una buona dose di agon ( l’agonismo che nei giochi da tavola e ben rappresentato dalla interazione tra i giocatori ) di alea ( un po di fortuna non guasta, ma per alea intendo anche la stategia in fondo usarne una invece che un’altra potrebbe essere parte della fortuna più che dell’abilità ) e di mimesis ( come é vestito il gioco ,la sua teatralità e la capacità di immedesimarsi nel mondo che il gioco racconta ).e infine di vertigo ( quanto il gioco mi emoziona e mi da adrenalina seppur mentale )

    #5478
    Rincewind
    Partecipante

    mesaverde wrote:

    esiste un sito dove scaricare le istruzioni dei giochi ? (eventualmente anche in inglese )

    mesa

    http://www.goblins.net nella sezione download ne trovi parecchi in italiano

    http://www.boardgamegeek.com trovi quelle in inglese

    Inoltre molti siti delle case editrici permettono di scaricare i regolamenti dei loro giochi.

    Ciao

    Luca

    #5479
    wallover
    Partecipante

    Agon? Alea? Mimesis? Vertigo? 😯
    Sei sicuro sia farina del tuo sacco? ;-)

    http://ccat.sas.upenn.edu/storytelling/PlayAndGames.html

    Walter Obert

    #5481
    PaoLo
    Partecipante

    Beh, era ora che qualcuno tirasse fuori qualche citazione colta su questi forum! 😆 Dopo Callois aspettiamo Huizinga. ;)

    Ad ogni modo non credo ci sia un cocktail perfetto di queste quattro componenti. Ci sono giochi che puntano quasi esclusivamente su uno di questi e sono formidabili. L’unico appunto è che mi sembra ultimamente un po’ sottovalutata l’alea, mentre sto iniziando a pensare che il tiro di dadi meriterebbe forse… una seconda chance. :huh:

    "E' grazie a questi sodi principii che di continuo riesco a regalarmi alla fantasia invisibili pagine meravigliose che scritte sarebbero sciupate."
    #5482
    Rincewind
    Partecipante

    PaoLo wrote:

    L’unico appunto è che mi sembra ultimamente un po’ sottovalutata l’alea, mentre sto iniziando a pensare che il tiro di dadi meriterebbe forse… una seconda chance. :huh:

    Credo sia sottovalutata solo da una parte dei giocatori.
    Credo che il dado, se utilizzato in modo intelligente come parte della meccanica e non come cuore della stessa, non debba essere visto come intervento della fortuna ma come intervento di altri fattori che non possono per diversi motivi essere inseriti nel gioco.
    Ad esempio in risiko il dado è troppo importante. Un attacco 12 a 1 può concludersi con un pareggio 1 a 1 (succede più spesso di quanto la leggi della probabilità vogliano farci credere) e ciò in un gioco moderno non dovrebbe accadere.
    nei giochi di ruolo invece, in genere, il dado rende quell’imprevedibilità tipica delle cose ed è ben utilizzato.
    Tutto questo ovviamente IMHO

    #5483
    PaoLo
    Partecipante

    Rincewind wrote:

    Ad esempio in risiko il dado è troppo importante. Un attacco 12 a 1 può concludersi con un pareggio 1 a 1 (succede più spesso di quanto la leggi della probabilità vogliano farci credere) e ciò in un gioco moderno non dovrebbe accadere.

    Questo è vero, ma se ci pensi il dado nel Risiko ha creato anche una sorta di elemento di venerazione. I dadi si carezzano, si cambiano, si tirano a vuoto prima degli scontri per sceglierli. Non credo che questo avvenisse solo tra i miei amici. :huh:
    Insomma, il dado – così come ogni altra forma di casualità – può creare anche un valore aggiunto notevole, a patto che la sua importanza sia riconosciuta ed accettata da tutti i giocatori.
    Le pecche di Risiko non stanno tanto nei dadi (in fondo altri giochi più moderni ne fanno un uso almeno altrettanto massiccio, come la Guerra dell’Anello o Axis and Allies) quanto in altri difetti inammissibili per un game designer di oggi: penso alla relativa lunghezza non giustificata dalla complessità del gioco, alla possibilità di essere eliminati anzitempo, al già citato leader della partita che diventa – dado permettendo! :laugh: – sempre più forte.

    "E' grazie a questi sodi principii che di continuo riesco a regalarmi alla fantasia invisibili pagine meravigliose che scritte sarebbero sciupate."
    #5484
    Rincewind
    Partecipante

    Richard una volta mi disse parlando di Coloni di Catan: ” A te non piace perchè hai sfiga a tirare i dadi”
    non era lontano dalla verità :laugh:

    #5485
    mesaverde
    Partecipante

    bene vedo che ho suscitato un bel vespaio

    per wallover in latino ero un cane infatti ho fatto l’ingegnere ma qualcosa mi ricordo, comunque il tutto é frutto di buone letture
    e a tutti consiglio Domenico De Masi ” L’ozio creativo ” credo Rizzoli

    per paolo e rincewind ALEA ICTA EST e vinca il migliore

    é vero che accarezzare i dadi o scoprire una carta sono un rito e spesso il bello del gioco sta proprio li in quell’attimo prima di scoprire cosa accadrà confine tra vittoria e sconfitta

    io ad esempio spesso ” chiamo le carte ” ed é una magia

    non vi é mai accaduto di credere talmente al momento fortunato che tutto si evolve come avete immaginato o intuito ?

    a presto
    Mesa

    Luca/mesa

    #5486
    Javest
    Partecipante

    L’ alea e in generale la “Nebbia di guerra” hanno non solo il nobile scopo di far entrare il giocatore nella sfera dell’imprevedibile, scatenando ataviche dinamiche pseudo-religiose da voi bene descritte, ma soprattutto serve a ridurre la profondità dell’albero combinatorio che il giocatore può/deve esplorare prima di fare la mossa.
    Un passatempo deve garantire immersione ma anche una sufficiente leggerezza in termini di cicli macchina cerebrali.

    Il dado, la carta da pescare sono ottimi strumenti per l’alea, ma lo è anche la psicologia degli altri giocatori, elemento che attraverso il sistema-gioco diventa un fattore di scoperta, o forse “IL” fattore di scoperta per eccellenza: ecco perchè la Vertigo in Diplomacy è altissima pur non avendo dadi o carte da pescare e soprattutto nessuno si lamenta del proprio destino avverso.

    Post edited by: javest, at: 2005/05/24 13:21

    Post edited by: javest, at: 2005/05/24 13:45

    Post edited by: javest, at: 2005/05/24 14:29

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